Il 25 aprile 1945 visto da una finestra di Seregno

di Sara Angeli Hodgson

Il 25 aprile 1945 è una delle date più importanti della storia d’Italia. Mentre nelle grandi città si combatte per la liberazione, anche la Brianza vive ore decisive. A Seregno, Meda e nei paesi vicini si susseguono scontri, colonne tedesche in ritirata e l’azione delle formazioni partigiane. Di quei giorni ci è rimasta una testimonianza straordinaria: il diario di una ragazza di Seregno, scritto tra il 24 e il 28 aprile 1945. Pagine vergate proprio mentre gli avvenimenti si stanno ancora svolgendo, senza sapere quale sarà l’esito delle ore successive. La giovane osserva ciò che accade dalla casa di famiglia, in via Cadore a Seregno. Racconta la gioia per la Liberazione, ma anche la paura, i rumori nella notte, il passaggio delle colonne tedesche e gli scontri che si combattono a poche decine di metri dalla sua abitazione. Le pagine che seguono sono trascritte rispettando il testo originale, con minimi interventi soltanto dove la grafia rende incerta la lettura. Le ricerche condotte per questo articolo hanno inoltre permesso di collocare molti degli episodi narrati nel loro contesto storico. Sappiamo infatti che a Meda era presente un reparto delle SS italiane, indicato dalle fonti come 29ª brigata del 2º battaglione dell’81º reggimento, comandato dal maggiore Paolo Comelli, coadiuvato dal tenente Luigi Ippoliti e dal sergente Flavio Calvo. Nello stesso centro operavano anche la Guardia Nazionale Repubblicana e la Brigata Nera. Non sorprende quindi che Meda ricorra continuamente nelle pagine del diario.

Il diario

25 Aprile 1945 Ecco giunto il grande giorno tanto atteso da tutto il mondo. Proprio oggi le maggiori potenze del mondo si riuniscono a S. Francisco per discutere sull’avvenire di tutti i popoli d’Europa e del mondo, su un avvenire fondato sulla giustizia e su di una pace che possa essere finalmente duratura. Mentre i capi di queste Nazioni sono uniti in colloquio, in Italia è una giornata come molte altre. La giornata è bellissima, il cielo è di un azzurro terso e il sole coi suoi raggi caldi riscalda la natura che rifiorisce. Sotto questi raggi sono appunto seduta e tutta calma faccio il mio lavoro a maglia; inconscia di ciò che avviene a Milano e nei paesi d’intorno. Sono le 16, quando sento qualcuno per la strada che dice qualcosa come: «I partigiani a Meda…» Immediatamente lascio subito il lavoro, corro subito in strada, vedo gruppi di gente che commenta ciò che avviene. Posso capire che Milano è occupata dai Partigiani; questi cercano di snidare i nazifascisti dalle loro tane. Ad uno ad uno tutti i paesi vengono occupati; a Meda non si può entrare perché la S.S. resiste, finora Seregno è calma, sono le 18. Sento una macchina che arriva, cosa insolita perché non si può circolare. Dal guidatore ho capito essere il capitano R. che da parecchio tempo lavorava nel movimento partigiano, andava certamente a dare ordini. Da questo ho compreso realmente che il colpo di grazia era incominciato; l’ora tanto attesa da tutti quelli che volevano scacciare l’invasore era finalmente suonata. Ed ecco che anche nella nostra Seregno i più giovani operai lasciano il lavoro immediatamente e, vestiti con la tuta e il fucile in spalla, uniti e concordi sanno in poche ore occupare tutte le caserme e disarmare tutti gli elementi assassini. «Ma i Partigiani non dovevano scendere dai monti?» Tutti si chiedevano; non era così, poiché quelli dovevano difendere i monti. I Partigiani che dovevano liberare i nostri paesi erano fra noi; erano i semplici operai che lavoravano nelle fabbriche, magari per l’oppressore nemico, ma nel cuore avevano un segreto, il segreto della riscossa. L’hanno saputo mantenere fino all’ultimo ed hanno vinto.

Notte 25 Aprile 1945

Notte magnifica, la luna rischiara l’oscurità della notte. Il mio sonno non è tranquillo dopo i tanti avvenimenti della giornata. Quando ecco che a notte alta sento dei rumori e mentre questi si avvicinano posso capire che si tratta di una colonna di automezzi. Ecco che si fermano proprio davanti alla mia finestra; io, cauta, apro piano le imposte e al chiaro della luna posso vedere che la colonna è composta di auto e autocarri. Ed appunto do uno di questi vedo scendere due donne in tuta con l’elmetto in testa e un fucile in mano. Io credevo fossero Partigiane dal modo con cui erano vestiti, ma poi li sento parlare e comprendo che sono tedeschi, che approfittando della notte cercano di fuggire con tutti i loro automezzi. Quando sono partiti torno a letto e posso finalmente addormentarmi.

Le parole della giovane testimone trovano numerosi riscontri nelle fonti storiche. Dopo l’ordine d’insurrezione proclamato dal Comitato di Liberazione Nazionale il 25 aprile, la Brianza fu attraversata dalle colonne tedesche e repubblichine in ritirata. Mussolini aveva indicato Como come punto di raccolta delle forze fasciste, mentre numerosi reparti tedeschi cercavano di raggiungere il confine svizzero o le vie di fuga verso nord. In quelle stesse ore Meda rappresentava un importante presidio delle SS italiane in Brianza, circostanza che spiega perché la sua liberazione risultasse particolarmente difficile.

26 Aprile 1945

Seregno è tutta imbandierata a festa; macchine, motociclette cariche di Patrioti esultanti invadono le strade. Ma c’è ancora un pericolo da affrontare: la S.S. che si trova a Meda tenta di entrare a Seregno. Che avviene? Ecco che proprio nella nostra strada e nei campi vicini si svolge una piccola lotta, una pur sempre pericolosa, che per fortuna dura poche ore. Difatti hanno piazzato una mitragliatrice vicino alla chiesa di Santa Valeria, così se la S.S. tentasse di venire per quella strada verrebbe tutta falciata.

Chiesa di Santa Valeria

I partigiani erano all’angolo di ogni strada e su per le finestre e scrutavano guardinghi nelle campagne, perché la staffetta che era andata a esplorare diceva che venivano dalle campagne. Quand’ecco degli spari; la gente fugge tutta e si rifugia nelle case, chiudendo porte e finestre e sta quieta in attesa degli eventi. Io non stavo più nella pelle, perché ero curiosa di vedere ciò che avveniva, ma era imprudente perché era un continuo sparare. Ecco che un grido echeggia nell’aria, il grido di qualcuno che è ferito. Era infatti uno della S.S. che veniva in bicicletta tutto calmo vedendo la strada deserta, ma un colpo di fucile l’ha preso in pieno in una spalla, abbandonata la bicicletta e il fucile correva nella campagna gridando il suo dolore. I partigiani poi l’hanno catturato e condotto all’ospedale. Con il ferimento di questo repubblichino la S.S. lasciava Meda che per mezzogiorno era libera.

Ceredo di Seregno, via Cadore. Il colpo di moschetto venne sparato all’altezza del prestinaio della via.

Le annotazioni del 26 aprile descrivono combattimenti avvenuti tra Seregno e Meda. Anche in questo caso le ricerche confermano che i reparti fascisti erano ancora presenti nella zona e tentarono di mantenere il controllo del territorio. Il ferimento del repubblichino in bicicletta trova un possibile riscontro nelle fonti storiche. Una ricostruzione delle vicende del presidio di Meda riferisce infatti che il sergente delle SS italiane Flavio Calvo fu raggiunto da un colpo di fucile mentre si recava in bicicletta a Seregno. Le analogie con il racconto del diario sono sorprendenti: il mezzo utilizzato e le circostanze del ferimento coincidono. Tuttavia, allo stato attuale delle fonti, non è possibile affermare con certezza che si tratti dello stesso episodio. Si tratta di un’ipotesi suggestiva che merita ulteriori approfondimenti.

Il sergente Flavio Calvo

Ottant’anni dopo queste pagine conservano intatta la loro forza. Non raccontano la guerra vista dai generali o dai protagonisti della politica, ma attraverso gli occhi di una ragazza che osserva ciò che accade dalla finestra della sua casa. È proprio questa prospettiva quotidiana a trasformare un semplice diario in una preziosa testimonianza della Liberazione in Brianza.

Biografia

Asnaghi Felice “Dalla Brianza ai lager del Terzo Reich. L’ultima fatica letteraria di Pietro Arienti.” Recensione del volume di Pietro Arienti. Colombo, Bruna. Diario manoscritto, 24-28 aprile 1945. Archivio privato della famiglia Pozzi. Ministero della Difesa. Banca dati dei Caduti e Dispersi della Seconda guerra mondiale. https://www.difesa.it/il-ministro/cadutiinguerra/secondaguerra/secondaguerra.html Università degli Studi di Padova. La Corte di Assise Straordinaria di Monza. I processi per collaborazionismo a Monza (1945-1946). Tesi di Laurea Magistrale in Storia Comparata dell’Europa Contemporanea

Sara Angeli Hodgson

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