Regno Lombardo-Veneto: i parroci elevati a pubblici ufficiali dello stato civile

Determina della Regia Cesarea Reggenza di Governo in vigore dal 1° gennaio 1816

Determina della R.C. di Governo sugli atti di nascita, morte e disposizioni generali

Con l’introduzione del “Codice Napoleone” nel 1806, la registrazione di nascite e morti fu sottratta al controllo della Chiesa e affidata alle autorità laiche dei Comuni. In questo modo, gli eventi significativi della vita di ogni cittadino furono separati dai sacramenti religiosi e ridotti a meri atti pubblici e amministrativi. Questa legge, imposta dall’alto, non fu ben accolta dalla popolazione, che viveva tali momenti in modo corale e non individuale. Con la caduta di Napoleone, la Lombardia fu annessa all’Impero austriaco e venne istituita una Reggenza provvisoria di governo con il compito di organizzare l’assetto amministrativo del nuovo Regno Lombardo-Veneto. Essa fu sciolta nel 1816, dopo la nascita del Regno Lombardo-Veneto, amministrato direttamente dall’Impero austriaco. Le due regioni ebbero ciascuna un proprio governo e distinti organismi amministrativi. Venne nominato governatore il conte Franz Josef von Saurau (1760-1832) e fu istituito il nuovo Consiglio di governo. Il conte, diplomatico austriaco, fu governatore di Vienna, ambasciatore a San Pietroburgo e a Firenze, ministro della polizia e delle finanze, governatore di Milano dall’aprile 1815 e governatore della Lombardia dall’aprile 1816 al febbraio 1818. Durante il suo mandato a Milano gestì importanti transizioni amministrative e normative, tra cui l’attuazione di codici penali, riforme finanziarie e l’istituzione di commissioni per l’assistenza pubblica e le opere di beneficenza. Porta inoltre la sua firma la determina con la quale cessavano le funzioni degli ufficiali dello stato civile — registrazione di nascite e morti — devolvendo tale compito ai parroci.

Così, dal 1° gennaio 1816, la Chiesa, attraverso le parrocchie, tornò a gestire l’anagrafe, come avveniva prima del Regno d’Italia (1805-1814). Il parroco venne investito dell’autorità di pubblico ufficiale dello stato civile. Fu dotato di tre registri sui quali annotare nascite e morti. Era responsabile della veridicità degli atti e doveva vigilare affinché i testimoni fossero affidabili e non giurassero il falso. Nel caso in cui nel territorio fossero presenti acattolici o ebrei, e in assenza di una comunità religiosa retta da un pastore o da un rabbino, spettava al parroco trascrivere gli atti e comunicarli poi alla Delegazione provinciale. Allo Stato competeva il compito di controllare l’operato dei parroci e di intervenire con sanzioni in caso di anomalie. Per quanto riguarda i matrimoni i parroci erano obbligati a compilare due registri paralleli: i registri parrocchiali canonici e i registri civili del governo asburgico.

Il governatore di Milano Franz Josef von Saurau e il registro del Ruolo Generale della popolazione di Meda nell’anno 1838

Lo stato civile comunale non fu tuttavia completamente esautorato dalle proprie funzioni. L’ufficiale preposto trascriveva infatti, in un apposito registro denominato “Ruolo Generale della Popolazione”, i componenti di ogni nucleo familiare, annotando il capofamiglia, la data di nascita di ciascun membro e l’attività lavorativa, con lo scopo di censire e tassare la popolazione.

Felice Asnaghi

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