di Felice Asnaghi
I primordi. Gaspare Bugatto nella sua Historia et origine della terra di Meda nel 1582 così scrive:
«A qual Monastero di Meda esso gran pastore (n.d.r. il Cardinal Carlo Borromeo in visita pastorale al Monastero di San Vittore) l’anno 1575 ha unito il Monastero delle monache del medesimo ordine di Seregno, acciò in questo santo collegio vennero più santamente e più felicemente».
In realtà l’atto di incorporazione del Monastero di Seregno, precisamente dell’Annunziata del Ceredo (frazione di Seregno) con quello di San Vittore di Meda, venne firmato dal santo arcivescovo il 22 febbraio 1576 e il trasferimento effettivo avvenne nel 1588.
Le benedettine portarono in eredità un cospicuo patrimonio costituito da terreni lavorati, un oratorio dedicato a Sant’Ambrogio con annesso una cascina edificato a ridosso del monastero stesso (del Ceredo) e una chiesetta in zona del Meredo di Seveso titolata a San Benedetto, a beneficio dei massari alle loro dipendenze. Dopo qualche secolo le proprietà del monastero medese nel territorio del Ceredo e del Meredo passarono a privati cittadini.
I documenti. Trovandomi in Archivio di Stato di Milano per ricercare documenti inerenti a uno studio in corso, mi sono imbattuto in due interessanti scritti che riguardano la cascina e la chiesetta del Meredo che volentieri metto a disposizione dei lettori.
Consultando il registro del “Ruolo” del 1770 del Comune di Seveso al riguardo dei “maschi collettabili”, cioè di età tra i 14 e i 60 anni soggetti alla tassazione, domiciliati alla cascina del Meredo frazione di Seveso, veniamo a conoscenza sia degli uomini presenti e (solo) del numero di bambini e donne che vi abitavano assieme.
«Galimberti Emilio con 2 donne per un totale di 3 persone; Tagliabue Gerolamo con 2 maschi e 3 donne per un totale di 6 persone; Cito Giuseppe con 2 minorenni e 3 donne per un totale di 6 persone; Cito Paolo Antonio con 1 maschio anziano e 1 donna per un totale di 3 persone». Nella cascina abitavano 18 persone.
Una stima, a quanto pare al ribasso probabilmente per eludere la pesante tassazione imposta.

Oratorio di San Benedetto del Meredo di Seveso
In questo casale, come sopraddetto, era annessa una piccola chiesetta nella quale la domenica un sacerdote della parrocchiale di Seregno si recava per officiare la messa. Le condizioni dell’edificio sacro dovevano essere fatiscenti tanto da muovere il proprietario Gregorio Santambrogio a chiedere nel 1773 il permesso di “edificare un nuovo oratorio” per assicurare ai 32 abitanti almeno la messa festiva e i conforti religiosi.
«4468. Eccellentissima Regia Cesarea Giunta Oratorio della Cassina del Meré La cassina del Meré membro della Cura di Seregno composta di trentadue persone quali vanno sempre moltiplicandosi trovasi lontana dalla parrocchiale un miglio e mezzo e moltissimo ancora da qualunque altro oratorio circonvicino; Però non potendosi da tutti principalmente da vecchj in giorno di festa ascoltare la Santa Messa senza grande incomodo, né amministrare il SS Viatico agli infermi senza grave pericolo particolarmente in tempo di neve e ghiaccio o pioggia, dovendosi trasportare da luogo si lontano; Gregorio Sant’Ambrogio abitatore e possessore di detta cassina servo umilissimo di codesta Regia Giunta alla medesima ricorre. Umilissima supplicandola affinché permetta nel detto luogo l’edificazione di un piccolo decente Oratorio, avendone di già ottenuta la licenza dalla Curia Arcivescovile come dall’annesso disegno, offrendosi il supplicante a qualunque spesa, che per tal fine si dovrà fare; che della grazia vostra: io Gregorio Sant’Ambrogio. In attestazione della necessità di suddetto oratorio noi ci siamo sottoscritti Gianbatta Moltano Parroco di Seregno afferma quanto sopra ed avverte però, che la suddetta Cassina in temporale è soggetta al Comune di Seveso e spirituale, come sopra e sotto a Seregno Giuseppe……
Deputato dell’Estimo Carlo Federico Brioschi Deputo dell’Estimo Giuseppe Antonio Albani sostituto conte don Benedetto Arese Deputato dell’Estimo».

Lettera di supplica (ASM, Culto PA 743, Cassine diverse F-Z).
Alla richiesta del signor Santambrogio fa seguito la risposta positiva dell’autorità austriaca:
«1773, 23 dicembre. Il Regio Economo Generale non offerendosegli cosa contrario, spedisca nelle consuete forme l’implorato Regio Beneplacito Salvadori». (ASM, Culto PA 743, Cassine diverse F-Z).


L’effige di San Benedetto sulla facciata della chiesa qui ripresa dal lato ovest
Fino all’ultimo dopoguerra la proprietà della chiesetta era dei signori Calastri di Seregno, la messa domenicale era officiata dai monaci Olivetani di Seregno. Le famiglie erano prettamente contadine provenienti dalla Brianza, poi negli anni Sessanta con l’immigrazione veneta il territorio subì una totale trasformazione.
