La famiglia Érard. Un percorso storico fra documenti e strumenti musicali

di Giuliano Marco Mattioli

Giuliano Marco Mattioli, classe 1980, cresciuto a Cesano Maderno oggi è cittadino di Meda. Musicista di arpa. A questa professione ha unito l’attività di restauro e di storico facendo di lui uno dei massimi cultori di questo antico strumento musicale al quale ha dedicato la seguente pubblicazione: La famiglia Érard. Un percorso storico fra documenti e strumenti musicali, Zecchini Editore, collana Personaggi della musica, 2022, XX+412 pagine, volume illustrato.

Attraverso documenti d’archivio, manoscritti, lettere, brevetti e strumenti storici, il volume ricostruisce la vicenda familiare e imprenditoriale della maison Érard, protagonista di innovazioni fondamentali nella costruzione di arpe e pianoforti. La portata delle loro invenzioni fu tale da stravolgere la scrittura e la prassi esecutiva legate a questi due strumenti. Particolare attenzione è riservata all’evoluzione dell’arpa a pedali, alle attività e alle difficoltà delle sedi di Parigi e Londra, all’affermazione internazionale dell’azienda e alla competizione con altre importanti manifatture europee e americane.

Il libro intreccia oltre 200 anni di storia della musica, organologia, tecnologia costruttiva, arti decorative e storia sociale, soffermandosi anche sul ruolo di Camille Érard e Marie Schaeffer, due donne determinanti nella gestione e nella continuità dell’impresa. Non mancano poi aneddoti divertenti dell’epoca, fra rivalità esacerbate, aristocrazia, rivoluzioni e guerre. Non ultimo, il cliché dell’arpa come strumento femminile e costoso.

Arpe di proprietà Mattioli. La prima è uno stile Louis XVI realizzato nel 1908. La seconda di color nero è l’unico stile Grec mai realizzato, costruito nel 1873 per l’esposizione universale di Vienna.

Il libro presenta una serie di tabelle nelle quali vengono annotati i nomi dei personaggi di rilievo che hanno acquistato le arpe Érard fabbricate in Francia, in Inghilterra;  poi arpe di vari tipi di stile e per finire una corposa bibliografia.

Accolto positivamente dalla critica: «Un libro accurato e di piacevole lettura […] focus su uno strumento affascinante quale è l’arpa e grande affresco di storia economica e culturale» – Il Sole 24 Ore; «Un lavoro monumentale» – Musica. Anche la recensione pubblicata da Strumenti&Musica Magazine ne ha evidenziato il rigore storico, la ricchezza interdisciplinare e la solidità dell’apparato documentario.

Prefazione di Mara Galassi

Stendo con piacere questa breve prefazione al ricchissimo studio del collega arpista Giuliano Marco Mattioli sulla storia dei liutai alsaziani Érard.                                                                                                                                                       

 Il testo prende per mano ed accompagna nelle strade parigine e londinesi, dove tra diatribe di lutai famosi, combattute al suon di brevetti di piccole e grandi invenzioni, la dinastia Érard porta a compimento il prototipo dell’arpa a pedali a doppio movimento, che oggi chiamiamo “moderna”.                                                                                                                                           

Il gran pregio del testo sta nell’aver riunito ed analizzato una copiosissima mole di documenti, molti inediti, riguardanti la famiglia Érard, dall’arrivo a Parigi del capostipite Sébastien alla chiusura dell’attività, avvenuta negli anni Cinquanta del secolo scorso, da parte degli ultimi direttori dell’azienda. L’accurata traduzione e la dettagliata analisi di tutti i brevetti, depositati a Parigi sia a Londra, da parte di un arpista competente qual è Giuliano Marco Mattioli risulta poi di grande valore e permette di capire e seguire appieno sia l’evoluzione organologica sia quella estetica dell’arpa Érard nel corso oltre 150 anni.  I brevetti e le modifiche produttive degli strumenti qui descritti costituiscono, infatti, il versante tecnico e materiale dell’evoluzione dell’estetica musicale e strumentale tra la fine del Settecento e la metà del Novecento, quasi ne fossero l’incarnazione. Il loro inquadramento cronologico storicizza il dato estetico, che rischia altrimenti di restare uno strumento ambiguo e sfuggente nelle mani del musicista. La cronologia degli eventi è poi inframmezzata da scene di vita musicale, sia parigina sia londinese, delle quali i grandi virtuosi d’arpa quali Krumpholtz, Dizi, Bochsa e molti altri diventano i protagonisti, influenzando con il loro operato le sorti dell’azienda dei liutai alsaziani. Colpisce la grande generosità di Sébastien e del nipote Pierre verso musicisti ed esecutori di talento, espressa nel regalare arpe e pianoforti a chi, appena arrivato nelle due grandi capitali, ne avesse bisogno e lo meritasse! Gesti oggi inimmaginabili!  Pregio dello scritto è il non aver trascurato le sorti della casa Erard, descritte con dovizia di particolari talvolta curiosi e accattivanti, dalla morte dei tre maggiori esponenti, Sébastien, Jean-Baptiste e Pierre, alla definitiva chiusura dell’ultima sede rimasta attiva, quella parigina: pagine di storia spesso trascurate nei precedenti studi. Le bellissime fotografie che completano il testo aiutano a seguire i passaggi nella formulazione dei brevetti, mentre la cronologia finale, in cui i dati raccolti vengono inseriti ed alternati a cenni sui principali eventi storici, riassume e dona all’intero scritto una ulteriore e pregiata valenza didattica. Quest’opera aggiunge un importante contributo alla letteratura sulle arpe storiche. Se infatti l’arpa Erard “gotica” è una sorta di luogo comune del mondo dell’arpa a cui si guarda come alla antenata degli strumenti moderni, il lavoro di Giuliano Marco Mattioli ci ricorda che quello specifico modello non solo possiede caratteristiche meccaniche ed organologiche ben distanti da quelle degli strumenti di oggi, ma soprattutto che esso è il prodotto finale di una storia evolutiva lunga e complessa di un’intera generazione di arpe. La conoscenza delle peculiarità costruttive che differenziano i singoli modelli di questa famiglia fornisce all’esecutore di oggi un valido aiuto nelle scelte di tecnica e di prassi esecutiva. Un bel testo, dunque, da leggersi centellinando ogni pagina come un buon liquore; un testo che ci racconta, tra accurate descrizioni tecniche, aneddoti e felici considerazioni musicali, il suono di strumenti che oggi possono ancora parlare, raccontando il loro bellissimo passato e il nostro variegato presente.

il maestro Giuliano Marco Mattioli nel suo laboratorio di restauro arpe di Meda

Condividi